Presidente, dov'è la cordata?

12/04/2008 pre-elezioni:
«Con me al governo non ci saranno difficoltà nell’avere
una cordata di imprenditori italiani per salvare Alitalia»


AirFrance abbandona la trattativa e il governo deve sborsare 300milioni di "finanziamento d'emergenza" per evitare la crisi (sottraendoli dal fondo per la Ricerca!) = paghiamo tutti noi cittadini italiani! GRAZIE PRESIDENTE!

17/05/08

Ecco i 12


29/04/08

Cosa succede in città

Ultimi aggiornamenti di ciò che è successo in questi giorni (cercando di trattenere il vomito):

- Berlusconi ha le pile scariche, sarebbe stato più contento se avesse perso, almeno all'opposizione le grane non ci sono e la colpa è sempre degli altri... ecco la fine che si fa se si parla a vanvera. E' riuscito a incantare una massa consistente di elettori ingenui e scarsamente informati, ma ora i problemi rimangono sul tavolo.

- La squadra di governo chissà quale sarà... è un po' il tormentone di questi interminabili giorni. Non c'è telegiornale che non apre con il giochino del toto-ministri.
A sentire Berlusconi altro che "squadra snella di 12 ministri"... con il toto-ministri abbiamo superato quota 16.

- A Berlusconi che tentava di illudere gli italiani di avere le mani libere e che la Lega fosse un alleato fedele (cioè comprato dallo stesso cavaliere) risponde Bossi "Berlusconi esegua gli ordini. Comunque manterrà la parola. E' sposo della Lega". Poi l'esaltato ripete la solita minaccia "I nostri fucili sono sempre caldi". A breve forse ricorderà che i padani "ce l'hanno duro", tanto per non scordarselo. E Berlusconi risponde all'amico: "Altri posti alla Lega? Ma siete fuori?"

- Il Pd perde anche Roma. E' la mazzata finale. I giornali israeliani titolano: "Un fascista in testa", (Yediot Ahronot), con un' immagine di Alemanno mentre saluta i sostenitori con un braccio teso, e ancora: "La destra ha riconquistato la capitale italiana" (Maariv), con due immagini: quella di Alemanno circondato dai sostenitori e quella di Benito Mussolini.
L'Indipendent in Gran Bretagna commenta: "I demoni dell'estrema destra rialzano la testa. A Roma ha vinto l'alternativa peggiore".

- Infine la comica finale (poteva mancare?) del nostro caro presidente in pectore: "Se l'Unione Europea dovesse creare problemi sul prestito-ponte, la compagnia aerea potrebbe essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato. E' una minaccia, non una decisione. L'unione Europea deve aiutarci, non mettere i bastoni tra le ruote".
Chissà che qualcuno gli ricordi anche la sentenza della Corte Europea che spedisce l'abusiva Rete4 sul satellite.

- ultima (davvero ultima, poi sennò si può solo sprofondare nella m...) di Bossi: "Questa è l'ultima occasione: o si fanno le riforme o facciamo un casino. Abbiamo 300 mila uomini, 300 mila martiri, pronti a battersi. E non scherziamo... Mica siamo quattro gatti. Credete che avremmo difficoltà a trovare gli uomini? Verrebbero giù dalle montagne...".

25/04/08

W IL 25 APRILE

Torino, piazza Castello, la Liberazione

Torino, piazza San Carlo, Vday 2

24/04/08

Silvio statista?


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23/04/08

Il Mago Silv...an

Il CaiNano blog è lieto di presentarvi in anteprima internazionale la locandina del nuovo tour del Mago Silvan Berluscan.


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Amo l'Italia, volo Alitalia

La storia della fantomatica "cordata italiana" che avrebbe dovuto salvare Alitalia, ed è servita solo a disgustare Ari France e accelerare l'agonia della nostra compagnia di bandiera, è più ridicola o più ripugnante?
E' il quesito che spesso, anzi quasi sempre ci tocca affrontare (e vedrete nei prossimi cinque anni...), essendo lo spirito nazionale così pervaso di commedia da occultare pericolosamente la tragedia.
Quell'annuncio elettorale di Berlusconi, tutto Patria e Famiglia, con figli e amici che sventolando il tricolore e banconote di grosso taglio sarebbero accorsi a salvare "l'italianità" di Alitalia, era per metà turbativa di mercato (inaudita da parte di un candidato premier), per metà puro Totò e Peppino. Una millanteria da vicolo, con i panni stesi e le donne che si affacciano a strillare: "bravo, signo', dicintecello vuie, ai franciosi, che non teniamo bisogno di loro!". Pellicola in bianco e nero, ovvio.
E' che, evidentemente, anche Milano, con tutta la sua burbanza da capitale degli affari e metropoli europea, è napoletana quanto basta per inventarsi battute come questa qui. Che già a sentirla dire, appena pronunciata, odorava di arte di arrangiarsi, e di vecchio cinema divertente.
Ma gli elettori di Berlusconi, al cinema, ci vanno mai?

Michele Serra, L'Amaca, da Repubblica del 23/04/2008

22/04/08

Toto-ministri


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